Luna Park e biciclette

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Bianco e nero, il luna park non aveva colori.

Io e lui siamo andati in bicicletta lungo il fiume, passando per il parco, era la mia prima volta in bicicletta e non ero molto stabile. Lui mi è stato vicino, per farmi sentire sicura.

Una signora mi passa vicino a velocità supersonica e io sbando un po' ma mi raddrizzo senza toccare con i piedi per terra. Sono sola, c'è tanta gente intorno a me che spara, si urta con le macchine, alcuni cercano di prendere a pallonate in faccia un enorme gorilla. Il primo che lo atterra vince una bottiglia di spumante. Lo cerco e lo trovo, è lì seduto per terra all'entrata e mi sta baciando allora gli corro incontro ma capisco che non sono io perchè dal cappello escono alcune ciocche di capelli biondi. Io resto immobile per qualche secondo poi mi giro e rientro ad ammirare il gorilla.

Lui è più carino quando bacia una mora.

pancia e fiori


Il grigio mi offusca la mente come nebbia che cala sui miei occhi. Bloccata, bloccata dalle visioni che sono più vere delle realtà. Non riesco a scrivere.
 
Ricordo solo questo e decido di non inserire nessuna immagine. Libera immaginazione a voi.

Sono incinta, ho una pancia tonda e sporgente. Indosso un vestito a fiori rosa e gioco a palla nel bosco, ho i tacchi alti. L'erba è verde e un po' bagnata. Una ragazza scivola, anche lei è in gravidanza, cade a terra. Cerco di recitare a memoria una poesia che non so. Tutto è bianco e nero, Studio l'inquadratura migliore per la vetrata che ho davanti ma non riesco a scattare

newsletter e palchi

Sogno13

Funziona tutto. Check fatto.
Sta arrivando gente, la band è tranquilla ed io ho atteggiamento provocatorio con tutti e tre. Scott Mc Cloud sale sul palco e il microfono non funziona.
Andrea è seduto di fianco a me e firma due assegni da 2000 euro l'uno e li porge a Scott per l'inconveniente.
Io consiglio ad Andrea di chiederne indietro uno perchè dobbiamo pagare l'affitto di aprile-maggio-giugno...
Il concerto riesce alla grande, applausi... urla.
Siamo in una grotta e la band dormirà con noi, che significa proprio con noi in un unico grande letto: io , lui, Andrea, Scott, il batterista e il bassita. Facciamo l'amore tutti insieme ed è bello, caldo.

Ricevo una mail (che ha come sfondo un campanile e delle foglie secche) in cui mi chiedono se all'arrivo dei Subsonica possono dare loro dei gettoni telefonici, dico che non ne so nulla e che mi occupo solo dell'arrivo di Davide Rossi.

Lorenzo e Pietro entrano in casa in costume da bagno e ciabatte, nella grotta non fa freddo e Scott è seduto sulla poltrona vicino all'ingresso .
Lorenzo mi parla ma io sono arrabbiata con lui, la newsletter che stanno inviando è a dir poco imbarazzante. Litighiamo furiosamente dentro ad una piscina gonfiabile blu che ho messo di fianco al letto. Poi c'è la neve, io cammino scalza e mi vedo dall'alto, sono nel posto in cui sono nata e c'è bianco e silenzio.

pistola e pinguino

Sogno12

Ha scelto un appartamento bellissimo, c'è uno studio, una cucina anni 50 verde e blue, una piccola lavastoviglie in plastica sotto il lavandino. Nel bagno a cui si accede dalla cucina ci sono tappeti persiani, grossi lampadari dorati, le piastrelle sono color mattone. Il bagno è lunghissimo, al fondo un enorme letto matrimoniale e un piccolo armadio con un tavolino tondo. Sul tavolino ci sono tazze per il the e gioielli luminosi.
La carta da parati della sala ha decorazioni floreali, c'è tanta gente che si sta divertendo. Mi chiedono di cantare un pezzo dei Beatles e dico che non ce la posso fare. Vorrei cantare un brano dei Velvet... I'll be your mirror. Lo canto ridendo.
Lui se ne va in un'altra stanza con delle ragazze lasciandomi sola.
Allora vado in cucina e resto con le spalle al muro.
Bussano alla porta, dicono che sono i vicini.
Apro la porta e un poliziontto pelato mi spara un colpo alla testa.
Perdo sangue, lo sbirro mi chiede scusa e inizia ad arrestare tutti i presenti.

Esco correndo e cerco una macchina, un modello di macchina che si chiama Pinguino. E' blue, è d'epoca con gli interni bianchi.

lamette e cicogne

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Alessandra è alla festa insieme a me, ci sono tante persone che non conosco.
Ballo sui gradini di una scala, sono ubriaca. Anche Alessandra ha perso il controllo ma ci stiamo divertendo molto, tutto ciò che vedo è blu.

Rientriamo in una casa che non è la mia e nemmeno la sua, qualcuno mi chiede quanti anni ho e dico 17, esco di casa ed entro in un negozio di scarpe, provo delle zeppe alte mezzo metro coloratissime, verdi, blu, arancioni, con grosse rose rosa e azzurre davanti.
Costano 18 euro ma alla fine non le compro.

Mi arriva un sms da un ragazzo che ho incontrato in discoteca dove scrive "furbetta, mi avevi detto di aver 17 anni invece ne hai 19".


Mi trovo distesa su di un prato, sono in costume e sto prendendo il sole, mio zio Claudio e zia Cinzia sono sdraiati di fianco a me. Claudio vuole prendersi un mojto, si alzano e vanno al bar, io cerco di entrare nuovamente in appartamento ma vengo fermata dalle parrucchiere che mi lanciano sulla faccia dei fili collosi e gommosi blu e verdi, cerco di staccarmeli dalla fronte e dalle guance ma rimango macchiata di colore.
Una di loro, dandomi del lei, prende un rasoio e me lo passa su tutta la faccia, dice che è l'unico modo per togliere il colore. Nel frattempo un ragazzino cerca di allontanare uno zingaro che si aggira nel cortile della palazzina. Tutti e due sono incappucciati e trafficano con cellulari e aereoplanini di carta.
Dall'altro lato il mare, raggiungo la spiaggia, è inverno e sto provando a catturare una delle tante, tantissime cicogne che volano sopra la mia testa.

lenzuola e vino rosso

Sogno11

Carlo aveva accettato di darmi un passaggio a scuola, invece di prendere il corso che porta direttamente all'università prende la strada che porta verso la campagna. Ed eccomi a due metri dalla casa degli zii di mia madre. Carlo abita in quella casa che da piccola ho sempre pensato essere fighissima, entro e ci sono gatti, un gattino nero si arrampica sulla mia schiena per stare appollaiato sulla mia spalla. Carlo fa il caffè, io mangio quel che c'è, ad un certo punto mi trovo sul tavolo, sono piccolina, avvolta in una coperta di lana e sotto la coperta continuo a tenere in mano il piatto con il cibo. Mi sbilancio e cado per terra tutta sporca di pomodoro e pasta asciutta tagliata a pezzettini. Mi raccolgono e mi dicono che è ora di andare a scuola. La macchina è piena di bambini, io non ci sto e resto a casa con una donna che non mi rivolge la parola. Mentre risistema il letto mi dice in modo brusco che il lenzuolo devo lavarlo io e che se non lo voglio lavare posso buttarlo. Il lenzuolo è bianco, con decorazioni dorate. Tutta la casa improvvisamente è diventata d'oro zecchino, pavimenti in marmo, grossi spadoni incrociati alle pareti, tappeti rossi... Guardie armate all'entrata, un enorme camino è posizionato al centro di una sala in legno chiaro. Carlo abita in un museo. Giro un po' per la casa e scopro che nel cortile interno c'è il mare, un mare stupendo, blu cobalto... i serfisti sono sulle onde, ragazzi mi accolgono nei festeggiamenti. Rientro in casa e devo esporre ai presenti il mio progetto grafico. Tanta gente davanti a me è seduta su una scalinata in marmo ricoperta di velluto rosso e aspetta il mio discorso...mangio un bignè e comincio a parlare mentre verso agli invitati il vino. Tra loro c'è anche Carlo, che chiede continuamente di riempirgli il bicchiere di vino rosso.

le noccioline e la scuola

Sogno10

Le bancarelle circondano i lati della stradina, mentre lui sta spiegando a Barbara che sta dietro ad un bancone di hot-dog che l'amore è un cane e che il cane in questione è Cesare... io cerco qualcosa di dolce da mangiare. Una signora bionda sta rimettendo nel furgone la sua mercanzia, le chiedo se posso avere degli orsetti di gomma, le banane gialle, le liquirizie e quei bastoncini con le nocciole e il miele. Mi dice che "assolutamente le nocciole no" "ma perchè no?!" "eh..le sto mettendo via" "ma sono ancora lì, me ne dia due".
Scocciata mi mette nel sacchetto le due barrette di nocciole e miele.
"Fa in tutto 50 euro"

Corro a scuola con il mio sacchettino di dolcetti. Sono la più grande della classe, sono capitata in una terza media. L'insegnante mi riprende e non so perchè, ce l'ha con me. Io cerco di studiare al volo la lezione d'inglese, l'ora successiva sarei stata interrogata. Non riesco a concentrarmi perchè questi sciocchi ragazzini fanno un putiferio intorno a me. Esco dall'aula, anzi esco direttamente dalla scuola. Alle 12 devo andare ad insegnare grafica dall'altra parte della città. Cerco in tasca la giustificazione che non trovo... C'è una nebbia tale che non vedo nemmeno dove metto i piedi, infatti sbaglio strada ed entro nel ristorante dei miei genitori. Amelia, un donnone di 250kg che aiuta mio padre in cucina, mi appare magrissima. Dice che ha fatto una dieta e che ora si sente bene.

gli Eels e i criceti

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Al mercato sono seguita da due cani che poi ho scoperto essere due cagnette lesbiche. Mi stanno portando dal loro padrone, un bel ragazzo alto e simpatico. Ho trascorso molto tempo con lui vendendo accessori. Pietro e Marta mi stanno aspettando a casa per una cena. La strada è piena di fango e con la bicicletta non riesco a pedalare bene, i lavori in corso ostruiscono il passaggio... guardo dentro agli scavi, tra i macchinari e gli operai ci sono tigri e pantere bellissime, lui di fianco a me le ammira e mi indica le più belle ed io sono esterefatta. Entro in casa e Gaia ha lasciato acceso il fuoco dei fornelli da giorni. Mi lavo le mani e apro il pacchetto regalo che c'è sul tavolo, dentro ci sono due criceti uno nero e uno grigio. Non so dove sistemarli quindi li metto dentro ad un bicchiere che capovolgo e che sistemo sotto il lavandino.
Dopo 2 settimane vado a comprare una gabbietta, il cibo e tutto il necessario ma per raggiungere il negozio di animali devo salire in alto su una scala a pioli, vecchia e rotta e raggiungere le case che stanno lassù.
Entro nel negozio e dichiaro subito di non avere tanti soldi, la proprietaria mi dice "eh, si vede"... sorvolo e aspetto la gabbietta. Mi propone una pista tipo MicroMachine a 3 piani dicendo che era la soluzione più economica a 139,00 euro. Esco senza acquistare nullea e ritorno dai cricetini a casa.
La scala a pioli nella discesa è pericolosissima. Mancano gradini... è instabile... il disco degli Eels che ho in tasca si rompe sulla testa di una signora che sta passando sotto. Mi cede una gamba e volo anche io per terra, nel fango. Passano Gigi e Tommy e mi salutano con il fango sulla faccia mentre mi indicano il disco poco distante da me.

Realizzo che i criceti sono "sotto vuoto" da 2 settimane, chiusi nel bicchiere e chiedo a lui se può prenderli e fargli un bel funerale.

scimmie, gatti e piante cattive

Sogno8

Il mio appartamento è luminoso, pieno di piante.

La mia scrivania in legno è una farfisa sulla quale tengo stupidi soprammobili. Sono piccoli bambini vestiti in modo buffo, alcuni senza testa, altri con 3 gambe.. sono felici, non sono tristi.
Ai lati della stanza ci sono due grosse finestre davanti alle quali stanno piante di ogni genere, i miei gatti e le mie scimmie mi stuzzicano mentre sto lavorando ad un testo, sto scrivendo.
Prendo la scimmia e la obbligo a stare ferma sopra ad una mensola bianca, una pianta cerca di uccidermi, io la scaravento con rabbia per terra. Le sue foglie lunghe e strette si aggrappano al vaso di margherite grandi e bianche che sta vicino al lavandino e le fa appassire. Dispiaciuta e spaventata dalla pianta "uccidoquelchetocco" esco di casa, perdo un pullman, sono a piedi e sembra sia scoppiata la guerra, polvere, mattoni e gente ferita si muove intorno a me.


Rientro a casa, ma non è più mia.


Qualcuno è entrato ed ha trasformato il mio alloggio in un locale, io sono irritata perchè hanno spostato tutto. Le piante non ci sono più, la camera da letto è diventata la cucina, al posto del mio studio e della scrivania/farfisa  c'è un tavolo giallo di design e sedie bianche laccate. Riviste di moda sono sparse sui davanzali della finestra.

Mi siedo e mentre chiedo "dov'è il bagno?" faccio la pipì sulla sedia e me ne vado.

cavalli e coni panna e cioccolato

Sogno7

La strada è ripida, il ghiaccio rende faticoso il trottare dei cavalli.
è notte la luna illumina il sentiero sterrato, c'è un burrone a sinistra e case deserte sulla destra.
dei bambini giocano belli e spensierati a palle di neve facendo così innervosire il mio cavallo.
In cima alla collina un paese abitato.

Ci sono io all'interno di un supermercato, è tutto bianco e blu e cerco di rubare dei coni gelato panna e cioccolato dal frigo che sta vicino alla cassa. Tutti mi guardano, sapendo che sto rubando, e mi salutano sorridendo.